Un percorso, realizzato con materiali naturali, parti di pianta e di frutto, che racconta il rapporto che da secoli esiste tra l’Uomo e la Montagna. Un rapporto fatto di equilibri fragili. La consapevolezza, che si è instaurata nella memoria degli abitanti di questi luoghi, rende questo rapporto ciclico e adattivo al variare delle stagioni.
L’esperienza immersiva ha come obiettivo il lento passaggio dalla vita antropizzata sino ad arrivare ad abbandonarsi completamente al bosco, respirando questo luogo, toccando gli alberi con le mani, camminando nel sottobosco a piedi nudi, odorando i profumi della vegetazione autoctona, osservando i colori mutevoli delle foglie e delle fioriture secondo le stagioni.
Il piccolo sentiero si divide in due momenti principali:
- il primo rappresentato dalla pietra, materia inorganica del luogo, simbolo della terra e della base dell’albero;
- il secondo caratterizzato dal legno, materiale organico in costante mutamento, a richiamare il tronco, i rami e le foglie dei boschi che coprono e colorano la Montagna.
Il visitatore, comincia il suo percorso togliendosi le calzature, seduto su una panca e poggia i propri piedi sulla superficie liscia della pietra levigata.
Il secondo tratto è pavimentato con pietre più distanti e sbozzate. Da questo si passa al ciottolo di fiume levigato dall’acqua, poi inerti sempre più piccoli sino a che il cammino si perde nel bosco stesso e il visitatore è completamente immerso in esso.
Da qui si torna al punto di partenza attraversando le bucce di castagna, il truciolato di legno, la corteccia degli alberi, i rulli di castagno, i dischi di castagno posati a terra e il tavolato levigato.
A ciascuno di questi elementi viene abbinata una combinazione di piante autoctone cosicché anche gli altri sensi (olfatto e vista) siano stimolati per rendere l’esperienza immersiva ancor più intensa.
Il percorso fra i castagni non va consumato velocemente: può essere ammirato, pensato, sentito, vissuto, percorso, a piedi nudi.
Al camminatore, solitario, rivolgiamo un invito: per nessun motivo avviarsi privi di concentrazione, con il cellulare in mano o le cuffiette; per nessun motivo percorrere il sentiero senza ammirare i castagni che lo circondano, esseri viventi che consentono di vivere il benessere o di respirare a pieni polmoni per ossigenarsi. Per nessun motivo degradare, deturpare, imbrattare, rovinare.
Per nessun motivo dimenticare che camminando, passando dal sasso piperino, al “breccino”, alla sabbia fino al terreno, alla sostanza organica e poi al legno, al carbone e ai frutti è… una metafora della nostra vita; per nessun motivo dimenticare che questo percorso è un dono del bosco ed è nato per connettersi con la natura, di cui facciamo parte. E il bosco ringrazia.
Il percorso, inserito in un bellissimo bosco di castagni, si sviluppa ad anello e ha una lunghezza di 170 m.
Realizzato prevalentemente con materiali provenienti dal castagneto, sia di natura inorganica sia organica, vuole rendere consapevole il fruitore di essere parte integrante della natura.
Lo ha realizzato il lavoro dell’uomo e necessità prenderne cura una volta compiuto. I castagneti da frutto percorsi da questo itinerario sono perlopiù il frutto di una semina (lo si può dedurre dal sesto d’impianto, file squadrate e distanza regolare fra gli alberi), più di rado dall’innesto su polloni selvatici spontanei.
Ecco perché questo percorso è una vera e propria immersione nella natura, nella tradizione e nel rapporto che lega l’uomo al castagno su questo antico vulcano. Un’esperienza completamente nuova.